tratto da: ffwebmagazine.it
E anche dalla propaganda, dalle scorie ideologiche e dalle imposizioni
di Filippo Rossi
Liberiamoci da ogni dittatura.
Da ogni pensiero monolitico. Forte. Duro.
Liberiamoci da ogni certezza.
Dai dogmi.
Dalla vuota propaganda. Retorica al potere.
Liberiamoci dal passato.
E dalla tirannia della cronaca.
Liberiamoci da ogni imposizione.
E dalle identità.
Dalla militanza come obbedienza.
Liberiamoci dalle divise culturali
E dalle idee precostituite.
Liberiamoci dalle scorie ideologiche.
E dagli stereotipi. Dalle finzioni.
Liberiamoci dalla volgarità.
E dal razzismo.
Liberiamoci da noi stessi.
E da quello che crediamo di pensare.
Liberiamo l’individuo.
Liberiamo energie.
In nome della realtà.
E della normalità.
L’unica rivoluzione possibile.
L’unica bellezza possibile.
Per continuare a raccontare nuove storie.
25 aprile 2010
1 Commento/i
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L’ho commentata sul sito napolipuntoacapo e l’ho ricercata qui. È un testo molto intrigante per me, che sono sensibile alle figure retoriche poetiche, alle evocazioni letterarie e all’ermeneutica: “Fare Futuro”, “Futurismo”. Le anafore “liberiamo” e “liberiamoci” ripetute numerose volte. Il verbo “liberare” compare due volte nella chiusa del Manifesto del Futurismo di F. T. Marinetti. E vi compaiono anche concetti come la liberazione dal “passatismo”, la rivoluzione, l’inno a una nuova bellezza possibile.
È un Manifesto culturale molto interessante, che ingentilisce e rinnova il pensiero evocato depurandolo da ogni forma di violenza delle idee. Complimenti.
L.L.